A N D R E A M A N G I A M E L I

Cardiologo

Patologie Aortiche

Patologie dell’arteria aorta. Aneurisma dell’aorta addominale L’aorta è il più grosso vaso che il corpo umano possiede: partendo dal cuore, ha un decorso prima toracico (le cui ramificazioni portano sangue al cervello) e, successivamente, addominale (le cui ramificazioni irrorano intestino, fegato, organi splancnici, rene e arti inferiori). Si parla di aneurisma quando l’aorta va incontro ad una patologia dilatativa, aneurismi al di sopra dei 50 mm necessitano, di solito, di correzione chirurgica o endovascolare. La terapia chirurgica (open) consiste nella sostituzione del segmento di aorta dilatato e la sua ricostruzione mediante l’impianto di una protesi in tessuto plastico che può essere dritta (protesi retta) oppure a forma di Y (protesi biforcata). La terapia endovascolare consente di trattare la stessa patologia posizionando una protesi all’interno dell’aorta malata, accedendo attraverso le arterie femorali tramite piccoli fori. L’endoprotesi viene quindi posizionata con l’ausilio dell’angiografo escludendo il segmento di aorta aneurismatico. La terapie endovascolare non necessita di anestesia generale, il tempo medio di ospedalizzazione é tre giorni dopo i quali il paziente puó tornare a svolgere le attività quotidiane. Le patologie valvolari La stenosi aortica. Impianto percutaneo transcatetere della protesi valvolare aortica (TAVI) La procedura di impianto percutaneo transcatetere della protesi valvolare aortica (TAVI) è una terapia di cardiologia interventistica che ha lo scopo di trattare la stenosi valvolare aortica di grado severo – restringimento su base degenerativa della valvola aortica – ed é raccomandato, secondo le più aggiornate linee guida di cardiologia, come prima opzione terapeutica in tutti i pazienti di età uguale o superiore di 75 anni. Anche i paziente di età inferiore ai 75 anni per i quali l’intervento cardiochirugico classico risulti controindicato per ragioni cliniche (pazienti fragili, con importanti comorbidità o precedentemente sottoposti a radioterapia al torace), possono benificiare di questa opzione, essendo di granlunga la tecnica meno invasiva e più efficace attualmente disponibile. La strategia terapeutica viene decisa da un’équipe multidisciplinare di cardiologi, cardiochirurghi e anestesisti dopo valutazione di specifiche caratteristiche anatomiche e cliniche e rispondenti a precisi criteri di inclusione. Come si esegue l’intervento di impianto percutaneo transcatetere della protesi valvolare aortica? L’intervento di impianto percutaneo transcatetere della protesi valvolare aortica è in genere eseguito in sedazione – solo raramente può rendersi necessaria l’anestesia generale – mediante un piccolo forellino attraverso l’arteria femorale, situata all’altezza dell’inguine. La protesi é una valvola biologica in pericardio montata su un sistema di supporto in nitinolo espandibile. La protesi é quindi preparata all’interno di un sofisticato sistema di rilascio, il quale ne permette l’accurato posizionato all’interno della valvola aortica nativa (ormai degenerata) risolvendo in maniera ottimale il problema valvolare. La durata dell’intervento é in media di 40 minuti, non ci sono cicatrici, non richiede, con eccezione di pazienti particolarmente fragili, riabilitazione e la dimissione avviene pochi giorni dopo l’intervento con completa ripresa delle attività quotidiane. L’insufficienza aortica. Recentemente si sta affermando la possibilità di sostituire la valvola aortica per via percutanea anche in quei pazienti che presentino una insufficienza aortica severa per i quali l’intervento classico di sostituzione chirurgica risulti controindicato. Per il momento questa opzione é limitata a paziente altamente selezionati e dopo discussione con un’ un’équipe multidisciplinare di cardiologi, cardiochirurghi e anestesisti.

Dr. Andrea Mangimeli
Cardiologo

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